Giorno 3

Da Santa Sofia ci dirigiamo a Premilcuore dove farai tappa, passando prima per una piccola frazione di quest’ultimo comune, Ontaneta, che nel nome ha già il presagio di dove ci condurrà questo cammino nei giorni a venire…

 

Prendi un foglio di carta e una penna, oppure aiutati con qualsiasi altro supporto e prendi appunti.

 

Arrivati a Ontaneta, come se la storia qui si guardasse allo specchio, proprio come i nostri antenati stanno al nostro passato perché noi si sia arrivati oggi al nostro presente, come se questo fosse un momento di riflessione, di specchiamento con la nostra storia, un punto di contatto di tutti i tempi in uno solo, dove qui si estingue la dimensione del tempo in senso lineare così come noi la conosciamo, perché si comprime sotto il peso della consapevolezza che noi esistiamo Ora, dove quindi l’ora è l’istante veramente esistente, l’unico per noi veramente esperibile in cui viviamo questa vita, con la consapevolezza che siamo la risultante di chi è venuto prima, quindi possiamo considerarci un’estensione temporale di loro, e contemporaneamente il prodromo per chi verrà dopo, e da questo nostro Ora possiamo orientare e modificare i vari tempi, passato e futuro, essendo noi in contatto diretto con questi.

Facciamo allora un’operazione di spostamento speculare della lettera N, la prima che incontriamo da sinistra nel toponimo Ontaneta, cambiandole di posto, la mettiamo come penultima lettera fra la T e la A, come se la N stesse a simboleggiare il tempo passato che diventa il nostro futuro, e questi si rovesciassero, e il perno su cui avviene questa rotazione sei tu nella consapevolezza di questo momento.

N come Nuova Nascita a una comprensione maggiore della dimensione temporale.

Leggi ora a rovescio, quindi da destra verso sinistra la parola Ontaneta, avendo cura però di aver fatto prima quell’operazione di spostamento della lettera N.

Cosa esce fuori?

 

ONTANETA

ONTANET…A

OTANETNA

ANTENATO

 

Vedi che avevo ragione… sei in un luogo magico!!

 

Qui la Storia era già scritta, andava solo letta con una lente di ingrandimento che mettesse a fuoco la natura di questo luogo.

Ora che ho conquistato la tua attenzione lascia che ti introduca alla vera natura di questo territorio; voglio fare con te un altro ragionamento proprio ora arrivati a questo punto.

 

Riflettiamo ancora un attimo sulla parola Ontaneta, che si compone, in questa mia ricostruzione fatta di frammenti di informazioni che il territorio ci fornisce, di due parole: onta e netta; la seconda T potremmo ipotizzare che sia caduta, e riaggiungendola riemergerebbe il significato di T di Tempo, che è la condizione senza la quale non potrebbe avvenire alcuna storia, perché è nel tempo che avvengono i fatti; o meglio, è nella nostra percezione del trascorrere del tempo che prendiamo atto dello svolgersi degli accadimenti, quindi da questo punto di vista che ci pone come spettatrici ne ricaviamo la comprensione della vera natura del tempo, che ci fa entrare nella sala dei bottoni della nostra vita, e comunque sia, e che noi ci rendiamo conto oppure no, della profondità di ogni istante da noi vissuto come unico e irripetibile, ed eterno però allo stesso tempo, la vita si svolge in un tempo che passa e se ne va.

 

Allora Onta Ne(T)ta, diventa un riferimento rivolto a noi, per farci raccogliere il concetto che qui abbiamo evidenziato, e che sta a voler significare nel suo senso semantico un “Affronto” rispetto al modo di pensare il tempo come lo abbiamo da sempre concepito fino ad oggi, quindi un cambio “Netto” di pensiero rispetto all’attuale, dove si ha la piena coscienza di quanto importante sia il momento presente, attimo per attimo della nostra vita, senza quindi proiettarci ne nel futuro ne nella memoria del passato; una svolta paradigmatica che ci pone come entità generative delle nostre vite perché consapevoli che il momento presente è l’unico veramente esistente, in cui noi possiamo incidere scegliendo una possibile alternativa fra le tante delle compresenti che sappiamo essere in stato di sovrapposizione, in quanto la scelta avviene nella fruizione del momento presente.

 

Ora sei pronta a varcare la soglia, a passare il confine riguardo al tuo pensiero afferente alla dimensione temporale.

 

Il tutto avverrà dal passaggio fra Ontaneta e Premilcuore, dove farai tappa.

 

Nome evocativo, Premi-il-Cuore, sta a significare quello che tu hai nel cuore di caro, quindi letteralmente che ti preme nel cuore.

 

Infatti qui il toponimo si rivolge direttamente a noi in maniera assertiva dicendoci: Premi più forte Il tuo Cuore!! Aumenta le pulsazioni!! Vivi una vita intensa!!

 

In quanto il messaggio sotteso fa proprio riferimento a quanto vi è scritto a chiare lettere, in una coniugazione del verbo Premere alla seconda persona dell’imperativo presente che non lascia spazio a attendismi: “Premi il Cuore” !!

Affiora nel nome di questo paese che se ne fa messaggero quindi il concetto di Amore in un’espressione idiomatica e assertiva.

 

Quindi vuol altresì indicare situazioni, cose, persone, e luoghi, che per te hanno un rimando d’amore e che quindi ti sono care al cuore.

 

Infatti quando stai con la persona che ami il tuo cuore inizia a battere più forte, aumentano i battiti a parità di tempo rispetto ai momenti in cui non siete insieme, il tempo sembra quindi dilatarsi e tu vivi momenti che rimangono per sempre vividi nella tua memoria.

In quegl’istanti sei presente a te stessa, il tempo si dilata, e hai la percezione aumentata di tutto intorno a te.

Nella parola “Premilcuore” si evidenzia quindi un connotato simbolico riferito all’Amore, quindi cuore come casa delle emozioni, che queste inficiano sulle pulsazioni che vanno a impattare sulla nostra percezione del tempo; quindi il cuore è paragonabile a un orologio, che con i suoi battiti scandisce il tempo come fossero una conta dei secondi tarati sul ritmo da lui imposto in maniera proporzionalmente inversa; e che quindi non hanno la stessa unità di misura standardizzata per tutti, ma dipendono dall’intensità delle vite vissute.

Quindi il cuore è quel tramite che mette in relazione il tempo alla percezione sensoriale della vita, in quanto ne modifica il percepito.

Potremmo quasi dire che il cuore, figurativamente parlando, sia il campo su cui si svolgono le nostre vite, la dimensione spazio-tempo è quindi afferente direttamente all’attività emozionale del cuore che ne determina i parametri.

 

Anche questa volta del toponimo viene avvalorata l’interpretazione da me desunta nel carattere del paese medesimo, infatti a Premilcuore, che conta poco meno di 800 residenti, vi sono molte strutture per anziani e per malati,100 all’incirca sono i degenti ospitati in queste strutture a loro dedicate, che mettono quindi in risalto il rapporto fra abitanti del luogo qui residenti e questi soggetti sensibili ospitati in queste case di degenza sociosanitarie.

La percentuale per difetto che se ne evince è 1 su 8, che è una proporzione sicuramente ingente rispetto ai residenti, che quindi mette in evidenza il carattere benigno di questo piccolo paesino.

 

La dimensione dell’ausilio salutare qui è molto sentita, prendersi cura dei più deboli, delle persone care che ora sarebbero altrimenti indifese se non opportunamente aiutate, mette sotto i riflettori il mio postulato rispetto a questo luogo; per poi non parlare delle associazioni costituite da volontari a scopo benefico che vantano un’affluenza incredibile…

 

Da annoverare in tal senso anche l’offerta formativa che la scuola statale di Premilcuore offre ai suoi alunni, che è di qualità pregevole in rapporto alla dimensione spirituale del soggetto e dell’educazione all’ambiente, con progetti educativi fatti ad hoc rispetto al territorio, sviluppando responsabilità civica in questi piccoli cittadini.

 

Quindi facciamo un attimo il punto della situazione, ti sarai resa conto che nei cartelli di ingresso ai paesi, dove sono riportati i toponimi che incontri man mano che procedi, sta emergendo un ragionamento organico e logico di concetti che vengono sviscerati, tutti collegati insieme consequenzialmente a che se ne riuscisse a leggere l’informazione che era qui celata, già scritta, ma che era impossibile estrapolare se non con l’ausilio di una guida che evidenziasse i connotati caratteriali propri del territorio nelle sue peculiarità, in quanto prerogativa della mia professione; quindi è come se il territorio avesse da comunicarti il suo messaggio che ora trova la sua esposizione chiedendoti di riflettere sui concetti che ti rivela di sé, tramite una voce umana che te li introduce.

 

A te faccio trasparire cosa il territorio “voleva che tu leggessi di lui”, come fosse un grande libro.

 

 

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